Strasburgo, 12 dicembre – Ingressi e uscite del parlamento europeo chiusi per decisione del presidente Tajani. È stata questa la prima misura presa dal numero uno dell’Europarlamento dopo la notizia dell’attentato in centro città, a Straburgo, nella serata di martedì dove, nel bel mezzo dei tradizionali mercatini di Natale, una sparatoria a sfondo jihadista ha causato 4 morti e 11 feriti.
L’assalitore di 29 anni, nato a Strasburgo ma di origini arabe, è ancora in fuga ma era già noto ai servizi di sicurezza come “fiche S”, pericolo per la sicurezza nazionale. Si sospetta che una seconda persona avrebbe preso parte alla sparatoria. Stando a ciò che riportano alcune notizie frammentate, il giovane terrorista si sarebbe dovuto presentare proprio questa mattina nel commissariato di polizia della città.
Testimoni raccontano di un vero e proprio incubo con cittadini e turisti chiusi nei ristoranti trovando riparo sotto ai tavoli dei locali, mentre in strada la polizia controllava chiunque in una grande caccia all’uomo, evacuando l’area per scongiurare altre raffiche sulla folla.
Presenti anche diversi eurodeputati tra cui la giornalista siciliana del PD Michela Giuffrida costretta a barricarsi in un bar: “Ho visto l’uomo inseguito dalla polizia”.
L’Europa è sotto attacco del terrorismo islamico ormai da quattro anni. In principio fu la strage del giornale satirico Charlie Hebdo, il 7 gennaio del 2015, preso di mira per le sue vignette blasfeme su Islam e Cristianesimo. Poi vi furono Copenaghen e l’attacco a Parigi, il 13 novembre dello stesso anno al locale Bataclan con 130 vittime; poi ancora Bruxelles e quello di Nizza, il 14 luglio del 2016, dove un tir travolse centinaia di persone uccidendone 86. Poi ancora il mercatino di Natale a Berlino, Stoccolma e l’ultimo atto terroristico prima di ieri, che risale all’agosto del 2017, a Barcellona.
Quasi un anno e mezzo di pace apparente, in un Europa che ha visto i suoi confini aprirsi incondizionatamente a un immigrazione incontrollata che cela in essa pericolosi soggetti e bande criminali mischiate a frange terroriste, trovando appoggi con immigrati di seconda o terza generazione, naturalizzati francesi, belgi o scandinavi, ma pur sempre legati a fondamentalismi e guerre più o meno sante dei propri paesi d’origine.
Andrea Bonazza






