Eutanasia. Pro Vita & Famiglia: «Assurdo che ci siano decreti attuativi prima ancora della legge. Così si affossano le cure palliative»

Roma, 1 febbraio – «Un paradosso che rischia di condannare a morte chi soffre. E’ quello che avviene in Italia dove i Tribunali possono procedere come se ci fossero la legge e i decreti attuativi sul suicidio medicalmente assistito, nonostante non ci sia nemmeno la legge, la quale è ancora in discussione alla Camera. Tutto questo è assurdo e rischia di far piombare l’Italia in una deriva eutanasica, per di più drogando il dibattito politico e il ruolo legislativo del Parlamento», è il commento di Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.

«Con un’ordinanza di fine gennaio, infatti – precisa Jacopo Coghe, vicepresidente della Onlus – i giudici del Tribunale di Ancona hanno ordinato all’Asur della Marche di verificare le condizioni di Antonio, un uomo tetraplegico da 8 anni, per l’accesso all’aiuto al suicidio assistito. Il tutto bypassando il vuoto legislativo e non tenendo conto che proprio in questi giorni la Camera sta discutendo sul fine vita. Come se non bastasse – conclude la nota di Pro Vita & Famiglia – l’ordinanza non cita in nessun modo le cure palliative, alle quali la Corte Costituzionale nella sua famosa sentenza 242/2019 ha riservato largo spazio. Questa è la dimostrazione di una volontà ideologica pro-morte che vuole fare pressione sul dibattito politico e pubblico. Non ci piegheremo a questa mentalità e faremo sentire ancora più forte la nostra voce e le nostre ragioni con il grande convegno in favore della Vita che si terrà il 9 febbraio prossimo con il coinvolgimento di giuristi, medici e società civile».

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